La stimolazione magnetica transcranica nel trattamento degli acufeni

26-02-2018

A chi non è capitato di percepire quei fastidiosi ronzii o fischi provenienti dalle nostre orecchie senza che vi sia stimolazione dell’apparato uditivo? Ed in quanti ci siamo chiesti quale fosse la causa e l’origine di questo fastidiosissimo disagio? La risposta alle nostre domande è riconducibile al “tinnitus” meglio conosciuto come acufene.

Si stima che il 10-15% della popolazione ne sia affetto e possono avere origine in qualunque punto del sistema uditivo risultando talmente fastidiosi da impedire a chiunque ne soffra di affrontare con tranquillità la routine quotidiana.
É utile ricordare come l’acufene non sia una vera e propria malattia ma un semplice sintomo di vari eventi morbosi che possono colpire l’orecchio o l’intero organismo.
L’acufene è sostanzialmente un suono fantasma che non esiste nella realtà ma è avvertito ugualmente in modo più o meno fastidioso o addirittura insopportabile per chi ne soffre.

Negli ultimi anni è stato ipotizzato che il danno parte dall’orecchio ma si stabilizza velocemente nel cervello mettendone fuori uso un’area precisa.
Nell’agosto del 2015 è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista JAMA Otolaryngology un lavoro scientifico:”Repetitive Transcranial Stimulation Treatment for Chronic Tinnitus”; 64 pazienti sono stati sottoposti a sedute di stimolazione magnetica transcranica e controllati a distanza di tempo prestabilito per valutare gli effetti della stimolazione.
Lo studio conclude mettendo in evidenza come i pazienti, rispetto al gruppo di controllo, abbiano avuto una netta riduzione degli acufeni che si è protratta nel tempo. 
La Stimolazione Magnetica Transcranica ripetitiva (rTMS), utilizzata peraltro in molte altre patologie neurologiche e psichiatriche, è una tecnica non invasiva, scevra di complicanze ed il paziente dopo la seduta di stimolazione può tornare tranquillamente alle proprie attività.

Presso il nostro Istituto è attiva questa metodica; nel caso specifico degli acufeni l’Unità di neurostimolazione funzionale ha messo a punto un protocollo in cui il paziente viene sottoposto a 10 sedute di stimolazione associate, in collaborazione con l’Unità di Neuropsicologia Clinica, ed a sedute di mindfulness che è una tecnica di meditazione molto utile nel tenere sotto controllo il sintomo acufene.
Un ulteriore passo avanti nel trattamento di un disturbo molto difficile da trattare.

Dott. Giovanni Caggia